“Quando afferrai entrambe le fiocine e tentai di estrarre il polipo, di cui non conoscevo la grandezza, ma intuivo che fosse una bella preda, avvertii dal movimento convulso sulle due aste, che doveva essere un polipo fuori dell’ordinario e che non dovevo averlo ucciso, perché faceva molta resistenza.
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Temendo che se avessi tentato di estrarlo si sarebbe potuto staccare da entrambe le aste, posai sul fondo anche il secondo fucile, riemersi e chiesi ad un altro amico il suo fucile.
Mi immersi per la terza volta, sparai un altro colpo e lasciando anche questo fucile sul fondo, riemersi e rimasi ad osservare dall’alto la sabbia scura che usciva a fiotti dalla tana dove si intuiva il convulso agitarsi del polipo.
Quando la sabbia si diradò mi immersi, afferrai con una sola mano le tre aste metalliche e le tirai lentamente fuori. L’animale non fece resistenza e man mano che lo sfilavo dalla tana, mi accorsi di quanto fosse grosso. Era una vera piovra!”
Nel saggio “Pescare…si può!!” l’autore descrive una fortunata caccia alla piovra, fra le tante da lui effettuate come pescatore dilettante, ma anche quella con una attrezzatura insolita che non aveva mai osservato prima, né ha poi più avuto occasione di vedere, ma che presenta interessanti prospettive.