restauro di una autovettura MG TF 1500 del 21/12/1954)
E’ vero, era nata già vecchia. Nel 1953 le vendite del modello precedente TD erano in calo, anche se ne era stato prodotto un modello conosciuto come MKII, con modifiche meccaniche (carburatori, valvole maggiorate, etc.) per migliorarne le prestazioni, specie per il mercato statunitense, consentendo un aumento della potenza da 54 a 57 HP sempre con la stessa cilindrata di 1250 cc, noto come motore con sigla XPAG.
Inoltre il mercato offriva delle alternative di auto molto più moderne, sia per la linea sia per le motorizzazioni; solo sul mercato inglese erano in vendita, per esempio, le Austin –Healy 100 e le Triumph TR-2.
Non bisogna dimenticare però che già nel 1952 per Le Mans, la MG aveva approntato un prototipo con carrozzeria aerodinamica, che sarebbe stata la base per il nuovo modello siglato MG-A.
La nuova dirigenza confluita nella neonata BMC non vedeva di buon occhio la MG e nutriva simpatia per la Austin ,per cui bloccò per due anni tutti gli studi atti a migliorare le sportive MG e così fu permesso di fare solo qualche miglioria partendo non da disegni tecnici, ma direttamente su una TD con l’aiuto di un “battilastra”!
Furono così riveduti i parafanghi, alloggiando i fari sugli stessi; diminuendo l’altezza del radiatore; reso centrali gli strumenti di controllo sul cruscotto e diviso infine i sedili.
La motorizzazione e i componenti telaistici rimasero gli stessi, deludendo ancora una volta gli acquirenti e la stampa, che volevano qualcosa di nuovo.
Il prototipo era pronto nel Maggio 1953, ma la produzione stentava a partire e dall’agosto dello stesso anno fu congiunta, all’inizio, con la linea di montaggio delle ultime TD.
Ufficialmente il primo chassis parte dal numero 0501 del 3 settembre e la vettura era verniciata di nero, con interno rosso e cerchi stampati.
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Probabilmente proprio per il suo “old fashioned look” le vendite non furono scoraggianti e alla fine della sua produzione (aprile 1955) queste furono 9600 in totale.
Durante la sua vita, nell’agosto-Settembre 1954, proprio per favorire le richieste del mercato, fu incrementata la cilindrata e modificato il prefisso del motore (da XPAG di 1250 cc a XPEG di 1466 cc con 63 HP) ma ancora una volta in maniera discontinua, fino allo chassis n. 6951, per poi proseguire con solo la cilindrata maggiore fino alla fine (chassis n.10100) e di queste ultime ne risultavano essere uscite dalla fabbrica solo 3400. – Foto 1
Inoltre di queste, due su tre montavano fin dall’inizio le ruote a raggi invece che a disco stampato.
Oggi tra tutta la serie “T” della MG, è la più desiderata e rappresentativa, con in più la possibilità della facile reperibilità dei ricambi. Molte vetture hanno vissuto a lungo in Paesi dai climi caldi e asciutti.
E’ un punto di arrivo di una linea tradizionale nata nel 1936, ma con il tempo si è rivelata una delle più belle che la fabbrica di Abingdon abbia mai costruito e una delle più desiderabili tra le auto sportive più tradizionali.
In Italia ai tempi della sua produzione ne furono venduti solo 63 esemplari, tutti con motorizzazione più piccola.-
SCHEDA TECNICA
MG mod.TF 1500 (1953 – 1955)
Motore
Tipo: XPEG 1466 cc
N. cilindri: 4
Alesaggio x corsa: 72 x 90
Valvole in testa, aste e bilanceri.
Compressione: 8,3:1
Alimentazione: due SU H 4; pompa elettrica
Cavalli: 63 a 5000 g/m
Trasmissione
Frizione monodico a secco
Cambio a quattro marce; 2 – 3 – 4 sincronizzate
Telaio
Longheroni a sezione scatolare
Lunghezza: 3,74
Larghezza: 1,51
Altezza: 1,34
Peso a vuoto: 878 Kg
Sospensione anteriore :indipendente
Sospensione posteriore: a balestre
Freni: a tamburo sulle quattro ruote
Dimensioni pneumatici: 5,50 x 15
Prestazioni
Velocità massima: 142 Km/h
Accelerazione: 0-100: 16 sec.
Consumo: 11 lt/100 Km
RESENTAZIONE DEL DOTT. PAOLO MARZIALE
L’autore, il Dott.Paolo Marziale, Medico Chirurgo da poco in pensione, appassionato di armi antiche e moderne, di Militaria e di auto storiche, già possessore di una Fiat 124 sport, descrive la storia di questa splendida autovettura spider, la MG TF 1500 del 1954 da lui restaurata, che guida regolarmente nel traffico di Roma, preferendola spesso alla sua Smart da città.
Iscritto da anni all’ASI Auto Storiche Italiane, partecipa spesso ai raduni delle auto d’epoca di cui è divenuto un cultore.