
Purtroppo non conosco il costruttore di quello splendido velivolo amatoriale, progettato dall’Ing. Stelio Frati, presente alla manifestazione Gate XXI, tenutasi dal 21 al 24 gennaio di quest’anno all’Aeroporto dell’Urbe, poco distante dal centro della Capitale, perché gli avrei fatto i miei più sinceri complimenti
La nuova aerostazione di questo aeroporto minore che, insieme ad altre importanti infrastrutture finanziate dall’ENAC l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (che vi ha investito 4 milioni di euro e lo gestisce) è stato inaugurato 2 giorni prima della manifestazione, che ha ospitato il meglio della produzione italiana in fatto di velivoli dell’Aviazione Generale.
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A distanza di 55 anni questo aereo, o meglio questa successione di velivoli della serie Falco, costruiti per partecipare a gare, è risultato il migliore apparecchio sportivo italiano e, nonostante la nascita di decine e decine di ultraleggeri avanzati ed aerei sportivi o meno, di tutti i generi, tipi e caratteristiche che lo hanno seguito fino ad oggi da parte dei più preparati progettisti e costruttori del mondo, rimane uno dei migliori in assoluto. Il suo fascino continua a contagiare gli appassionati del volo, per le sue linee affusolate, l’eleganza delle forme, la mancanza di nulla! Molti costruttori hanno cercato di imitarne la linea filante, ma questo monomotore rimane irraggiungibile
Si dice di un aereo, che <se è bello, vola anche bene> ed il Falco F 8 lo fa veramente al top, viaggia sui 300 Km/l’ora e la sua maneggevolezza viene considerata straordinari.
L’elica tripala ed il carrello triciclo retrattile, sono due dei tanti motivi dell’alta velocità che raggiunge questo velivolo con potenze peraltro non eccessive.
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